Reprise

Ciao blog, sembra passato un secolo.
Ho riletto con nostalgia molti passaggi e da brava melanconica ho avuto il magone: un po’ per le cose che non sono successe, un po’ per le cose che si sono perse. È strano utilizzare uno spazio visibile a chiunque per fare chiarezza nella propria testa… eppure… eccoci qua. Diverso il tempo, diversi i luoghi e le persone… ma il cuore è sempre lo stesso. Riprenderemo un viaggio interrotto chissà perché!

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2012 in review

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 4.700 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 8 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Arthur C. Clarke

“Dietro ciascuna persona viva oggi ci sono trenta fantasmi, perchè questa è la proporzione tra i morti e i vivi. Cento miliardi di esseri umani hanno camminato su questo pianeta, cento miliardi è circa il numero delle stelle nella galassia della Via Lattea: ciò significa che per ciascuno che sia mai vissuto potrebbe esserci una stella, e le stelle non sono altro che soli con dei pianeti nella loro orbita. Non è un pensiero interessante che ci sia tanta terra nel cielo per poter avere tutti un mondo intero? Non sappiamo quanti di questi mondi siano abitati e da quali generi di creature, ma un giorno lo sapremo, forse via radio, forse grazie ad altri mezzi, magari tramite diretto contatto. L’impatto di ciò sulla razza umana sarà profondo, specialmente se incontreremo creature tanto più avanzate della nostra specie primitiva. E’ una cosa meravigliosa da asepttare con ansia e forse è anche terrificante; può succedere durante i nostri tempi, può non succedere per mille anni: ma un giorno sapremo la verità su questo incredibile e meraviglioso universo intorno a noi e forse capiremo qual è il nostro posto.”

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Foto Vienna

 

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da Vienna

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Flaiano/2

“ Per essere felici bisognerebbe desiderare ciò che si ha. „

                                                                         

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Filosofia del rifiuto – Ennio Flaiano

  

Preferire sempre di no.

Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dagli studenti bocciati, dai pornografi, poligrafi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata.

Rispondere: no.

Non cedere alle lusinghe della televisione. Non far crescere i capelli, perché questo segno estremo ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta.

Non preferire niente.

Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo. Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà il modo segreto di contarci.

Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno cosa non viene apprezzato del loro ottimismo

                                                                                                   

 

 

 

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2011 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2011 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 2.300 times in 2011. If it were a cable car, it would take about 38 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

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A me Trenitalia mi rovina la vita!!!

Forse è colpa mia, ma è mai possibile che in tre giorni ho subito due scioperi e un deragliamento??? Se ci penso mi sembra incredibile, tutto va a rotoli, i binari saltano, i treni con loro. Non si capisce più niente

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Don’t stop me now

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ci riprovo dal cellulare

wow, che figata!

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ciao, pubblico dal cellulare

chissà cosa verrà fuori!

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Foto Berlino

Questa galleria contiene 50 immagini.

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Da Berlino

Approfitto di questa giornata piovosa di fine vacanza per dire che Berlino mi e’ piaciuta tantissimo.

Primo perche’ e’ a misura d’uomo: attraversabile in poco tempo, con i mezzi pubblici davvero funzionanti, le persone disponibili a dare informazioni a quest’orda di turisti che la travolgono 365 giorni l’anno.

Secondo perche’ e’ ordinata, non di quell’ordine maniacale, ma di quel poco di criterio che fa filare liscia la giornata. E’ pulita, e la pulizia che ti senti intorno ti fa sentire un fetente se butti a terra una carta.

Mi e’ sembrata una citta’ priva di barriere, che sa valorizzare le cose che possiede, e’ ricca di arte e di spunti creativi, nonche’ ricca di storia.

indubbiamente le specialita’ culinarie tutte a base di patate e wurstel la penalizzano a livello gastronomico ma ci si abitua presto e soprattutto si trovano altre strade.

Non riesco a caricare le foto, ma sono cosi’ ispirata che mi piacerebbe fare una guida con la mia esperienza, con gli indirizzi e le cose da fare e vedere… ovviamente al mio ritorno!

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sito non raggiungibile.it

Posso non essere affatto d’accordo con la tua idea, ma mi batterò affinchè tu possa esprimerla  

Voltaire

Sito Non raggiungibile

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Labirinto II

Non capisco perchè il post che raccoglie più visite riguarda il labirinto… provo a pensarci ma non mi viene in mente la motivazione. 

Lo scrittore argentino Jorge Luis Borges ha dedicato diverse novelle al tema del labirinto, che spesso simboleggia l’imperscrutabilità del disegno divino che ha creato l’universo o l’universo stesso, la conoscenza umana, pur sempre limitata però rispetto a quella divina o ancora l’intrico della trama ordita dall’uomo.

La metafora del labirinto è usata per indagare la capacità dell’uomo di controllare il proprio destino, forse è per questo che attira molte persone: ognuno vorrebbe poter decidere completamente del proprio futuro per vivere una vita che non si autodetermina. Ma non esiste regola della mano destra che tenga di fronte all’immensità dell’universo, che noi non conosciamo fin nelle sue leggi più intime. Ipotizzando la sua infinitezza, infinite sarebbero le possibilità che ognuno avrebbe, come infiniti labirinti concentrici che fanno passare da una dimensione all’altra, una sorta di labirinto tridimensionale. Quello che penso io è che in tutta questa infinitezza risiede l’indeterminazione della vita di ognuno: niente destino, ma scelte che sono influenzate dalle precedenti e che influenzano le successive. Niente final destination, dunque.

Labirinto tridimensionale

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Lo scoglione

Ci sono limiti che ci poniamo da soli. Paletti che mettiamo e non osiamo oltrepassare o abbattere o comunque fare qualsiasi cosa… ma non desistere. Ti fanno passare ore e ore a pensare:” ecco sono pronta, adesso prendo la rincorsa e salto la staccionata… devo solo fare un passo indietro per avere più spinta, ancora uno indietro”.

E senza accorgertene impari ad indietreggiare e come un gambero non sai più andare avanti. Rimani attaccato come una cozza sul tuo confortevole scoglio che almeno è un posto sicuro.

Poi arriva il giorno che decidi di giocarti il tutto per tutto… e ti va bene, quello che sembrava impossibile diventa reale e qualche minuto dopo è già passato.

E da cozza ti trasformi in stella

"Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi." - Nietzsche

"Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi." - Nietzsche

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Referendum

Vota 4 si

Io ho parlato oggi!

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REFERENDUM 12-13 GIUGNO: VOTA 4 SI

Questo è un contributo che un caro amico mi ha inviato, visto che abbiamo preso l’impegno di diffondere quanto sia importante votare coscientemente i prossimi referendum

Un giugno antiatomo.

 L’industria energetica dell’atomo è interessata principalmente a due processi: la fissione nucleare, ossia letteralmente rompere un grosso atomo, quale può essere quello dell’uranio, e da questa reazione ricavare energia sotto forma di calore; tanta energia, visto che da un grammo di uranio si ottiene tanto calore quanto se ne produce nella combustione di circa 8 tonnellate di petrolio. L’altro processo è la fusione nucleare, ossia fondere degli atomi più leggeri per ottenerne uno più pesante; per intenderci è ciò che accade nel sole: atomi d’idrogeno si uniscono per formarne uno di elio. Il risultato di questa reazione splende nel cielo.

Il problema della fusione è che per innescare questa reazione bisogna disporre di una certa quantità di idrogeno a temperature di qualche milione di gradi e, a parte qualche raro esperimento d’avanguardia, nessuna tecnologia riesce a sfruttare tutto ciò.

Quindi l’industria, già negli anni Cinquanta, ha imboccato la strada della fissione, ben più pratica e alla portata. La questione che l’industria non si è posta ( e che a tutt’oggi sembra non volersi porre) e che invece noi cittadini, società civile, dovremmo porci per noi e per i nostri figli, è cosa ne sarà della “spazzatura” che quest’industria produce, e infine di questa stessa industria.

Perciò badate bene: il problema non è soltanto quello delle famigerate scorie!

Il famoso processo di fissione produce questi scarti altamente radioattivi, che ancora oggi non si sa dove depositare; ma non è finita qui. La radioattività di queste sostanze intacca il materiale in cui esso è immerso e con cui è fatto il reattore, i liquidi con cui questo viene raffreddato (e di conseguenza anche debolmente l’acqua che viene attinta da queste centrali), il terreno su cui poggia, il cemento con cui essa è fatta. Risultato: dopo 40/50 anni di servizio tutto questo complesso dev’essere in qualche modo smantellato e portato in un sito sicuro (che ancora non si è trovato e che nessuno vorrebbe vicino casa); oppure, se si preferisce, sigillato in un sarcofago di cemento armato. Direi una gran bella eredità per le future generazioni, col rischio aggiuntivo che quest’eredità di cemento non si sgretoli prima del tempo, rivelando quale terribile contenuto essa nasconda.

Già in questi termini il quadro è complesso e rappresenta soltanto la naturale vita di una centrale atomica. Purtroppo non occorre molta immaginazione per sapere cosa può succedere in caso d’incidenti più o meno gravi.

Ricordate però: i problemi dell’energia sono tanti, di cui molti ancora irrisolti. A chi dice che le fonti rinnovabili non possono risolvere tutti questi problemi, rispondo che ha ragione. Ma devo dire che non si può pensare di risolvere questi problemi, installando sul nostro Paese centrali che porterebbero problemi ben più gravi. Quindi domenica e lunedì vi esorto a pensare al bene dei vostri figli, andando a votare

un SI per il loro futuro,

un SI contro il nucleare.

Vota si per il futuro, si contro il nucleare

Vota si per il futuro, si contro il nucleare

 

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Se qualcosa può andare male, lo farà

 

ahiiii!

Per stare male è importante pensare fin dal risveglio che la giornata sarà pessima. Potresti dirti: “che brutta giornata, anche oggi andrà tutto male“. Iniziare con questo pensiero la giornata ti aiuterà a farla andare nel peggiore dei modi.

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